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Aldo Soligno, 2014, A. 24 anni, dalla serie Let Them Show Their Faces, Stampa digitale su carta baritata, cm 80 x 100, ed. 1/5

Aldo Soligno, 2014,
A. 24 anni, dalla serie Let Them Show Their Faces,
Stampa digitale su carta baritata,
cm 80 x 100,
ed. 1/5

La galleria è lieta di comunicare la sua partecipazione a

 

THE OTHERS FAIR

 

Ex carceri Le Nuove

Via Paolo Borsellino, 3, 10138, Torino.

Opening Party: 6 novembre 2014 dalle 21.00 all’1.00.

Apertura al pubblico: 7-8 novembre 2014, ore 18.00 – 1.00.

9 novembre 2014: ore 12.00 – 1.00.

A cura di Gigliola Foschi

 

La galleria Glenda Cinquegrana: the Studio è lieta di annunciare la sua partecipazione a THE OTHERS, fiera sperimentale che si tiene nel suggestivo spazio delle ex carceri Le Nuove di Torino dal 6 al 9 novembre 2014, in contemporanea alla classica fiera del Lingotto, Artissima.

THE OTHERS, giunta alla sua quarta edizione, si pone come fiera sperimentale, i cui protagonisti sono gli spazi dinamici e vitali, incubatori di creatività. La fiera, a cura di Olga Gambari, Roberta Pagani e Stefano Riba, quest’anno si ispira al titolo THE WILD SIDE, che allude, secondo le parole dei curatori, al lato selvaggio, quello libero, quello difficile da definire, da categorizzare; il lato dell’arte e della sperimentazione imprevedibile e in metamorfosi.

La galleria Glenda Cinquegrana: the Studio è lieta di presentare a THE OTHERS due artisti, che indagano entrambi il tema del lato oscuro e selvaggio all’interno delle rispettive ricerche artistiche: Aldo Soligno e Maurizio L’Altrella.

Aldo Soligno è un giovane e promettente fotografo trentenne che lavora sul genere del fotoreportage, ma che lo fa in modo da uscire dalle logiche di genere, mischiando liberamente ritratto, arte e performance. Recentemente ha realizzato una serie di ritratti alla comunità gay ugandese, quella stessa che oggi è soggetta a vera e proprio persecuzione politica all’interno del paese, in cui il reato di omosessualità è soggetto alla pena dell’ergastolo. Come dice il testo di Gigliola Foschi, se ad Abu Ghraib i torturatori, impegnati a immortalare le loro imprese, umiliavano i detenuti incappucciandoli e riducendoli a corpi martoriati senza volto, qui in Uganda è come se avvenisse il contrario: il ritratto non serve più a dare dignità, ma diviene uno strumento di persecuzione.

Con uno stile fotografico che mescola liberamente i riferimenti alla pittura fiamminga con uno squisito realismo, Soligno ritrae queste persone usando non tanto la luce quanto il buio, dove questo trucco fotografico è atto a non rivelare i loro volti e, quindi, a sottoporli a denuncia.

Durante i giorni della fiera il fotografo realizzerà una performance nella cella della galleria, coinvolgendo il pubblico, invitandolo a farsi fotografare nello stesso modo, dove questo atto costituisce lo spunto per riflettere sui concetti di identità personale e di diversità.

Maurizio L’Altrella, invece, ha scelto come soggetti privilegiati della sua ricerca pittorica figure umane ed animali che, all’interno delle culture antiche, erano considerati sostanze trait-d’union fra dimensioni divine e terrene. L’animale in particolare, visto come entità selvaggia guidata dal solo istinto, popola questa zona liminale fra i due mondi: the Wild Side rappresenta non solo questo territorio di confine, ma anche il loro modo di essere. Lo stile delle sue pitture, che si basa su un uso dell’olio che echeggia le antiche tecniche della pittura seicentesca, è capace di raccontare la natura ambigua e profonda di questo paesaggio irreale e delle creature che lo abitano.